Vendere prima o comprare prima casa - le tre strategie del cambio casa

Quando si decide di cambiare casa, una delle prime domande che ci si pone è sempre la stessa: meglio vendere prima e poi comprare, oppure comprare prima e poi vendere?

È un dilemma che genera ansia, e spesso viene risolto in modo confuso o emotivo. La verità è che esistono tre strategie possibili per gestire un cambio casa, ognuna con i suoi vantaggi e i suoi rischi specifici. Le prime due sono quelle che si usano nella stragrande maggioranza dei casi. La terza è un tentativo che funziona raramente, ma vale la pena conoscerla per completezza.

In questo articolo te le raccontiamo tutte e tre, con un esempio numerico concreto che ti aiuta a visualizzare cosa succede davvero. Ma prima dobbiamo chiarire una cosa fondamentale, perché senza questa il resto non si capisce.

Cosa significa davvero "vendere casa"

Quando le persone dicono "vendo casa", pensano automaticamente al rogito: il momento in cui vai dal notaio, firmi, ricevi tutti i soldi e consegni le chiavi. È un'idea giusta, ma incompleta. Il rogito è solo l'ultimo passaggio di un percorso che dura mesi.

Quello che succede prima è molto più importante per la strategia di cambio casa, ed è qui che entra in gioco una parola che probabilmente hai già sentito ma che vale la pena rispiegare bene: il preliminare, detto anche compromesso.

Funziona così. Trovi un acquirente, vi mettete d'accordo sul prezzo, e firmate un contratto preliminare. Con quel contratto lui si impegna a comprare e tu ti impegni a vendere, a un prezzo stabilito, entro una certa data — di solito sei o otto mesi più avanti. Quel contratto si firma in agenzia o davanti a un notaio.

Quando si firma il preliminare, l'acquirente versa una somma di denaro che si chiama caparra confirmatoria. Sono soldi veri, accreditati immediatamente sul tuo conto corrente. Di solito è il 10% del prezzo di vendita, qualche volta anche di più.

Cosa succede se l'acquirente poi non si presenta al rogito? Tu ti tieni la caparra e sei libero di vendere a qualcun altro. Cosa succede se sei tu che cambi idea e non vuoi più vendere? Devi restituire all'acquirente il doppio della caparra. Per questo si chiama "confirmatoria": conferma l'impegno di entrambe le parti, con conseguenze economiche reali se uno dei due salta.

Adesso che hai questa base, possiamo finalmente parlare delle tre strategie. Vedrai che si capiscono molto meglio.

L'esempio di Anna che useremo per tutto l'articolo

Per rendere tutto concreto, ti propongo un esempio numerico che ci accompagnerà attraverso le tre strategie.

Anna ha una casa che vale 200.000 €. Anna vuole vendere la sua casa attuale per comprarne una nuova da 250.000 €. Anna ha 50.000 € di risparmi, quindi tra il ricavato della vendita e i risparmi i conti tornano: 200.000 + 50.000 = 250.000 €.

Vediamo come Anna potrebbe gestire le tre strategie possibili.

Strategia 1: prima trovi l'acquirente, poi cerchi la nuova casa

Anna mette in vendita la sua casa attuale a 200.000 €. Dopo qualche settimana arriva un acquirente, si mettono d'accordo, firmano il preliminare con rogito a sei mesi, e l'acquirente versa 20.000 € di caparra. Per noi Anna in questo momento ha già "venduto", anche se le chiavi le consegnerà tra sei mesi. Ha venduto perché c'è un contratto firmato, una caparra incassata e una data di rogito fissata.

Adesso parte la seconda parte della strategia. Anna ha sei mesi davanti a sé per cercare e trovare la casa nuova. Ha anche qualcosa di prezioso: i 20.000 € di caparra appena incassati. Quei soldi sono già sul suo conto e li può usare subito per versare a sua volta una caparra sulla casa nuova che troverà.

Quindi Anna cerca la casa, la trova, fa un preliminare di acquisto e versa lei 25.000 € di caparra (il 10% di 250.000 €). Sono soldi che escono dal suo conto, ma in pratica sono in larga parte gli stessi soldi che ha appena incassato dal suo acquirente. La caparra che hai ricevuto si "trasforma" nella caparra che dai al venditore della casa nuova. Questo è il meccanismo che rende possibile tutta l'operazione.

Quando arriva il momento del rogito, Anna fa due rogiti nello stesso giorno, di solito dallo stesso notaio. Al mattino vende la sua vecchia casa e incassa i restanti 180.000 € (i 200.000 € meno i 20.000 € già ricevuti come caparra). Al pomeriggio compra la nuova, versando i restanti 225.000 € (i 250.000 € meno i 25.000 € già versati come caparra). Per arrivare a 225.000 €, Anna usa i 180.000 € appena incassati più i suoi 50.000 € di risparmi. I conti tornano.

Vantaggi e rischi della prima strategia

Vantaggio: sicurezza economica completa. Sai esattamente quanto hai a disposizione, hai i soldi della caparra subito liquidi, hai sei mesi per cercare con calma la casa nuova.

Rischio: non riuscire a trovare la casa nuova nei sei mesi del preliminare. Se i sei mesi finiscono e Anna non ha ancora trovato una casa che le piace, deve comunque andare al rogito di vendita della sua vecchia, consegnare le chiavi e ritrovarsi senza una casa dove andare. A quel punto deve organizzare un trasloco temporaneo, magari un affitto, magari l'ospitalità di parenti.

Per ridurre questo rischio, parte importante del nostro lavoro come agenzia è partire subito anche con la ricerca della casa nuova, in parallelo alla vendita di quella attuale. Il preliminare di vendita non si firma "alla cieca": si firma sapendo già quali case nuove sono sul mercato e quali potrebbero essere quelle giuste per te.

Strategia 2: prima trovi la casa nuova, poi vendi la tua

Cambia tutto.

Anna trova subito la casa nuova che le piace, si mette d'accordo con il venditore e firma il preliminare di acquisto. Versa lei la caparra di 25.000 €, soldi che prende dai suoi risparmi. Il rogito sarà tra otto-dieci mesi. Adesso Anna deve vendere la sua casa attuale entro quella scadenza, perché senza il ricavato della vendita non può portare a termine l'acquisto.

Anna mette in vendita. Se trova l'acquirente in tempo, perfetto: firma il preliminare di vendita, incassa la sua caparra, e quando arriva il rogito tutto si chiude come nella prima strategia.

Vantaggi e rischi della seconda strategia

Vantaggio: ti sei già garantito la casa che ti piace. Non rischi che venga venduta a qualcun altro mentre cerchi un compratore per la tua.

Rischio: economici e seri. Se entro la scadenza del preliminare Anna non riesce a vendere, ci sono due scenari, entrambi dolorosi.

Il primo scenario è che Anna perde i 25.000 € di caparra che aveva versato al venditore della casa nuova. Non riesce ad arrivare al rogito di acquisto perché non ha i soldi, e quindi il preliminare salta a suo svantaggio.

Il secondo scenario è che Anna abbassa drasticamente il prezzo della sua casa per venderla in fretta e non perdere la caparra. Per esempio: aveva messo 200.000 €, ma per chiudere in venti giorni accetta 175.000 €. Ha "salvato" i 25.000 € di caparra, ma ha perso 25.000 € sul prezzo della vecchia casa.

Per questo motivo la seconda strategia la consigliamo solo quando la casa attuale è oggettivamente facile da vendere — buona zona, prezzo giusto, immobile in target di mercato — e quando i tempi del preliminare di acquisto sono comodi (di solito serve almeno otto-dieci mesi).

Strategia 3: chiedere al venditore di "tenere ferma" la casa senza caparra

Esiste anche una terza strada, ma è onesto dirti subito che funziona raramente.

Si tratta di andare dal venditore della casa che ti piace e chiedergli: "Mi tieni ferma la casa per qualche mese senza versarti caparra, finché non riesco a vendere la mia?"

Sulla carta è la soluzione perfetta per chi compra: ti garantisci la casa nuova senza esporre soldi, e poi vendi con calma la tua. Nella pratica, quasi nessun venditore accetta. Chi vende vuole certezze, e una promessa scritta su un foglio senza una caparra che la accompagni non è una certezza. Il venditore in quei mesi tiene fuori la sua casa dal mercato, rinuncia ad altri potenziali acquirenti e in cambio non riceve niente di concreto.

La proviamo qualche volta quando vediamo che il venditore non ha urgenza e l'immobile è poco contendibile (zona poco richiesta, prezzo alto, condizioni particolari). Ma in nove casi su dieci ci sentiamo dire di no. Te la raccontiamo per completezza, ma non è su questa che si costruisce una strategia di cambio casa seria.

▶️ GUARDA IL VIDEO:Cambio casa: vendere prima o comprare prima? — il riassunto in 8 minuti, ideale se preferisci ascoltare invece di leggere

Quale strategia conviene davvero a te?

Adesso che hai capito le tre strategie, abbiamo una buona notizia: non devi sceglierne una astrattamente. La scelta giusta dipende da tre cose pratiche.

La prima è capire quanto vale davvero la tua casa attuale. Se sopravvaluti il prezzo non troverai mai un acquirente nei tempi giusti, e qualsiasi strategia salta. Se la sottovaluti, ci rimetti soldi che non recupererai più.

La seconda è scegliere i tempi giusti del preliminare: i sei mesi standard non sono sempre la risposta, a volte servono otto, a volte si negoziano dieci. È un parametro negoziabile, non un obbligo di legge.

La terza è impostare una strategia di vendita efficace sulla casa attuale: come trovi un acquirente in tempi rapidi senza svendere. Perché vendere bene non è fortuna, è metodo.

Come si parte concretamente

Se ti riconosci in una di queste situazioni e vuoi capire come affrontare il tuo cambio casa, il primo passo è semplice: una valutazione gratuita e senza impegno della tua casa attuale.

Senza un dato realistico su quanto vale la tua casa, non puoi pianificare nessuna delle tre strategie in modo serio. Ti innamorerai di case fuori portata, oppure stimerai male i tempi, oppure firmerai un preliminare di acquisto senza la garanzia di poter portare a termine l'operazione.

Veniamo noi a casa tua, vediamo l'immobile dal vivo, raccogliamo le informazioni rilevanti, incrociamo i dati con le compravendite reali della zona, e ti diamo un range di prezzo realistico — non un numero secco, ma una forbice di valori a seconda della strategia di vendita che vorrai adottare.

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